IMC Bevera

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Eventi

NOVEMBRE 2011

7 - La Parola si fa Vita. Scuola di Preghiera (don Giuseppe Scattolin) dalle 20.45 alle 22.00

13 - Ririto: “Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù” (p. Gianni Treglia, imc) dalle 9.00 alle 13.00

18 - Formazione Missionaria: LA CITTADINANZA (p. Angelo Cupini, Claretiano) dalle 20.45 alle 22.30

27 - Messa Missionaria

IV Domenica di Avvento

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“Osanna nel più alto dei cieli” è la  frase chiave di lettura del messaggio della liturgia odierna!

A prima vista leggendo il Vangelo di ggi possiamo pensare che c’è stato uno sbaglio, perchè questo vangelo di solito viene letto  nella domenica delle palme

Il motivo soggiacente alla scelta della Chiesa ambrosiana di farci leggere questo brano del Vangelo in Avvento  è di mettere in rilievo la profonda somiglianza tra il modo in cui Gesù entrò a Gerusalemme e il modo in cui egli entrò nel mondo (cf Eb 10,5). Sia quando nacque a Betlemme sia quando fece il suo ingresso «cruciale» a Gerusalemme, Gesù scelse la via dell'umiltà, dell'abbassamento, dello «svuotamento» (Fil 2,7).

 “Gloria a Dio nel più alto dei cieli” (Lc 2,14), cantavano gli angeli sulla grotta di Betlemme. “Osanna nel più alto dei cieli” cantava Gerusalemme nell’accogliere Gesù il giorno delle palme, riconoscendolo come Messia. “Benedetto colui che viene nel nome del Signore” ci fa ripetere oggi la Chiesa nel volgere lo sguardo verso il prossimo Natale dove celebriamo il mistero dell’Incarnazione, la venuta nella carne del Figlio di Dio, punto focale di tutta la storia che ha cambiato la nostra vicenda umana.

Nel Natale siamo chiamati a riconoscere  in  quel Gesù che nasce il Dio che viene tra noi come Salvatore. E che viene sempre tra noi, anche oggi. Non è facile riconoscerlo perché viene.. “su un puledro”, come a Betlemme nacque piccolo e povero in una stalla!

Nel vedere  Gesù nella grotta dobbiamo  cogliere tutta la sorpresa dell’incarnazione. Di Dio ci si aspetta la potenza, la giustizia, non la povertà, l’umiltà e la misericordia. Neanche che nasca piccolo, profugo, perseguitato, fallito in croce.

 Anche oggi Gesù viene nella discrezione, nel nascondimento, nel segno. Nel segno del Pane, così quotidiano e modesto, nella celebrazione eucaristica.

Gesù  viene a noi nella mediazione umana della Chiesa, che qualche volta anche a noi crea problema. E’ la scelta di Dio di avere bisogno degli uomini, di voler giungere ad ognuno di noi attraverso il “suo Corpo che è la Chiesa”.

Si tratta di riconoscerlo e accoglierlo. Nel Natale, nell’oggi, e nella sua venuta finale rimanendo “saldi e irreprensibili nella santità, davanti a Dio e Padre nostro, alla venuta del Signore nostro con tutti i suoi santi” (II lett.)come ci ricorda san Paolo nella seconda lettura.

Se Dio viene nella discrezione, bisogna adattarsi al suo metodo. Non nelle luci abbaglianti delle platee o forse neanche nei raduni di massa.., ma nelle mozioni dello Spirito che parla nel segreto dei cuori e nei momenti di preghiera, sicuramente nei modesti segni sacramentali in cui il Signore ha promesso di essere presente - in particolare “allo spezzare del pane” (Lc 24,35) -, e quando “due o tre sono uniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” (Mt 18,20.

Un altro modo, più inatteso ancora, di riconoscerlo e di incontrarlo è nella carità e nell’amore tra di noi. Per questo oggi Paolo prega che “il Signore vi faccia crescere nell’amore fra voi e verso tutti, come sovrabbonda il nostro per voi” nella seconda lettura. E’ il modo più impensabile di incontrare Dio, ma d’altra parte il più ovvio dacché lui si è così immedesima in ogni uomo con l’incarnazione.