Questa terza domenica di Avvento intende mettere in luce il fatto che nella “venuta” del Signore tutte le profezie e le antiche promesse si sono adempiute
La prima lettura annuncia la salvezza che Dio darà al suo popolo dopo l’esperienza della deportazione e della schiavitù per rimanere fedele alle sue promesse ad Abramo e a Sara, progenitori di Israele, esemplari nella loro fedeltà a Dio (v.2).
La seconda lettura riporta alcune considerazioni di Paolo sul ministero apostolico che vede come una partecipazione al “trionfo di Cristo” (v. 14), allusione questa della vittoria pasquale del Signore risorto riportata sulla morte. Paolo descrive l’apostolo che annunzia il vangelo come il “profumo di Cristo” (v. 15) che ha un duplice effetto: di “morte” per quanti “si perdono” a motivo della loro incredulità e di “vita per la vita”, ossia di partecipazione alla sua risurrezione, per quanti si aprono alla fede.
Il brano del vangelo è preso dal più ampio discorso di rivelazione (5,19-47) che fa seguito alla polemica con i Giudei (vv. 16-18), i quali contestano a Gesù la guarigione, fatta in giorno di sabato, di un paralitico presso la piscina Betzatà in Gerusalemme (vv. 1-15). In particolare i presenti versetti parlano della “testimonianza” che Dio stesso, il Padre, dà nei riguardi di Gesù che è il Figlio. In tale contesto Gesù parla dapprima della “testimonianza” data da Giovanni Battista, definito «lampada che arde e risplende», alla verità, vale a dire alla presenza del Messia nel popolo. Ma invano (vv. 33-35).
Stiamo percorrendo di domenica in domenica delle tappe che ci sollecitano ad accogliere con una consapevolezza nuova l'amore di Dio: nella prima domenica abbiamo preso coscienza che la vita umana è visitata da Dio. Dio ha posto in essere il creato, l'umanità, e non l'ha abbandonata in balia del suo destino; Dio è entrato nella storia, si è manifestato nel suo Figlio Gesù.
Nella seconda domenica è stata presentata la tematica: i figli del Regno. Ci siamo interrogati su qual è il progetto che Dio ha sull'umanità. Abbiamo scoperto che Dio, ponendo in essere l'umanità, la invita a vivere una realtà grandissima, a formare di tutti i popoli un solo popolo, in cui lui è il Padre, noi i figli, una sola grande famiglia. Abbiamo preso coscienza di essere figli di Dio.
In questa terza domenica la tematica è: le profezie sono compiute.
Anche noi, come i Giudei al tempo di Gesù, nel Vangelo di questa domenica facciamo fatica ad accettare che le opere di Gesù hanno compiuto le profezie, le promesse di Dio. Ci chiediamo spesso perché Dio non interviene. Abbiamo evidentemente un concetto «miracolistico» della salvezza operata da Gesù Cristo, che come d'incanto tutto si risolva in un attimo. La salvezza operata da Gesù Cristo con la sua Pasqua è una salvezza reale, ma iniziale, parte dall'interno e avrà il suo compimento nella pienezza dei tempi.
Una mia amica mi ha chiesto informazioni sulla religione ebraica, perchè è stata in Israele e ha visto gli Ebrei pregare davanti al Muro del Pianto ( i resti del Tempio di Gerusalemme). Mi ha chiesto se veramente gli Ebrei stanno ancora aspettando la venuta del Messia!
E’ vero! Ma non solo per loro! Succede anche a chi non accetta il Gesù dei Vangeli perchè non rientra nella nostra idea che ci siamo fatti di Gesù.
Molte volte ci è difficile accettare il messaggio del Vangelo e allora invece di metterci in discussione preferiamo pensare che il messaggio “vero” è un altro.
Certo è facile capire come gli ebrei del tempo di Gesù non lo abbiano accettato come il “salvatore” promesso perchèinfrangeva tutte le leggi di Mosè, mangiava con i peccatori e accoglieva tutti nella sua cerchia di amici. Anche noi molte volte commentiamo scherzando sulle figure di preti o vescovi che conosciamo e proviamo a descriverli come li “vorremmo” , “perfetti e senza macchia”... e poi restiamo scoraggiati o delusi di fronte alle loro debolezze e miserie umane.
È importante in questa celebrazione, in cui portiamo davanti al Signore le vicende della vita, le contraddizioni personali, la comunità del mondo intero, riconoscere che Dio compie le promesse.
E chi ha la capacità di comprendere e di credere in Gesù Cristo può trasformare sé e il mondo.
Solo così diventeremo, come dice san Paolo nella seconda lettura “profumo di Cristo”.





