Tema presentato da Padre Angelo Cupini, missionario clarettiano, come momento di formazione dei giovani a Bevera.
“Essere un ponte che unisce le due rive, per superare le rivalità.” È questa l’immagine che mi porto a casa dal primo dei 6 incontri di Formazione Missionaria, svoltosi venerdì 18 novembre, presso la Casa dei Padri della Consolata di Bevera.
Il relatore, Padre Angelo Cupini - impegnato da tempo con i ragazzi della generazione 1 ½ (figli di genitori immigrati, ricongiunti alla famiglia dopo anni, con storie di vuoti e angosce alle spalle) con il progetto Crossing a La Casa sul Pozzo di Lecco-Maggianico - ha trattato il tema della Cittadinanza, partendo dall’attualità con le parole dei Presidente della Repubblica Napolitano riguardo il problema della cittadinanza dei figli di coppie immigrate e sulla possibilità di partecipare alla raccolta firme per il Referendum sul Diritto di voto per gli extracomunitari.
Ebbene sì, ognuno di noi deve essere un ponte, deve far emergere il desiderio di generare una Nuova Cittadinanza, dobbiamo renderci conto della ricchezza che è dentro ad ogni cultura, una ricchezza che non deve diventare un appiattimento (assimilazione), ma deve essere il frutto di una “Fermentazione” per usare un termine del Card. Martini. Fermentare è diverso da tollerare, perché presuppone un contatto vero, dobbiamo cercare e incontrare l’altro per quello che è veramente, senza idealizzarlo. Sempre l’Arcivescovo parlava di “Meticciato”: una parola oggi poco utilizzata, diventerà secondo le previsione, la storia normale nell’evoluzione delle nostre società.
Dunque dobbiamo lavorare sugli incontri: le comunità devono toccarsi… ci sentiamo ospiti o padroni? Essere OSPITE significa sia offrire ospitalità, che riceverla. Da entrambe le parti è richiesta un po’ di fatica a favore di una ricchezza che ne nascerà. Abitare significa prendersi cura!
Alexander Langer nel 1995 aveva messo per iscritto una decina di punti per la convivenza interetnica, riporto brevemente solo alcuni accenni:
1. Convivenza e continuità: l’incontro è il principio di ogni cambiamento;
2. Identità e convivenza: devo uscire un po’ da me, per incontrare l’altro;
3. Conoscere, parlare, informarsi e interagire insieme;
4. Etnico su più dimensioni: cosa mi accomuna agli altri;
5. Appartenenza: trovare delle zone grige, non fermarsi all’origine o alla religione;
6. Partire da piccoli e gesti semplici, sentirsi a casa
7. Diritti e garanzie:riconoscere, ma non segregare;
8. Importanza dei mediatori: essere PONTI! Che è anche essere un po’ “traditori”, perché la tradizione che noi riceviamo, la trasformiamo per rigenerarla e renderla viva di nuovo.
9. Bandire ogni forma di violenza;
10. Gruppo misti di intreccio.
Sulla città e sulla cittadinanza, hanno lavorato i Padri Claretiani, di cui P.Angelo fa parte, con il calendario 2012 e con un volumetto che prevedere a partire dalle città della Bibbia, incontri e spunti di riflessione sui vari aspetti della città: Cafarnao città di confine, Sodoma città che non accoglie, Gerusalemme città di fraternità…
A termine dell’incontro un breve scambio di riflessioni: cosa mi porto a casa questa sera?
“L’incontro con l’altro, mi sorprende sempre, mi fa scoprire qualcosa che c’è in me. Prima di tutto io devo spogliarmi dei pregiudizi e devo creare dello spazio per il confronto, richiede uno sforzo.”
“L’ospitalità è da coltivare, quando tutto è nuovo, vedi tutto in maniera diversa.”
“Ognuno di noi ha una specificità, che è una ricchezza per incontrare la diversità. Occorre avere una dimensione di apertura, occorre investire il nostro potenziale per diventare Cittadino del mondo.”
“Noi andiamo non ad incontrare i migranti, ma andiamo ad incontrare degli uomini, ognuno con la loro storia alle spalle.”
Sperando di essere riuscita a rendere merito alle parole dei P.Angelo e di avervi dato qualche spunto per delle riflessioni, vi ricordo il prossimo incontro dal titolo “Religione e società” previsto per il 16 dicembre.





